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| .: Piazza Farinata degli Uberti |
È la storica piazza centrale della città, oggi detta
anche "piazza dei Leoni" per i quattro leoni che caratterizzano
la fontana al centro della piazza, di Luigi Pampaloni (1827).
La piazza Farinata degli Uberti è dominata dalla facciata
della Collegiata di S. Andrea, che si erge al culmine di una ampia
gradinata. Accanto sorge lo storico Palazzo Pretorio; di fronte,
il Palazzo Ghibellino. Tutt'intorno gli altri palazzi, molto antichi
anch'essi, circondano la piazza con un porticato, fatto abbastanza
insolito nelle città o nelle piazze toscane.
Si consiglia una visita al Museo di Paleontologia e al Circolo
Arti Figurative, che si affacciano entrambi sulla piazza (informarsi
su giorni e orari di apertura). |
| .:Palazzo Ghibellino |
Si tratta dell'antico palazzo dei Conti Guidi, feudatari
della zona empolese, e fu costruito probabilmente nell'XI secolo.
È diventato celebre come sede del parlamento ghibellino del
1260, nel quale si riunirono, dopo la vittoria nella battaglia di
Montaperti, gli esponenti ghibellini e i nemici della guelfa Firenze:
Re Manfredi di Svevia, la Repubblica di Siena, gli esuli fiorentini
capeggiati da Farinata degli Uberti, e anche aretini e pisani che
non avevano partecipato alla battaglia. In quell'occasione, Farinata
degli Uberti riuscì a convincere i ghibellini a non distruggere
Firenze. L'evento fu anche ricordato da Dante, nella Divina Commedia,
Canto X dell'Inferno: 'Ma fui io sol colà, dove sofferto /
fu per ciascun di tòrre via Fiorenza / colui che la difese
a viso aperto.' Nel XVI secolo, il palazzo Ghibellino
fu acquistato dalla famiglia Del Papa e ristrutturato; pochissimo
rimase dell'originaria struttura. Oggi, ritornato ad uso pubblico,
è sede di mostre e associazioni. |
| .: Palazzo Pretorio |
| Si
tratta dell'antico palazzo del Comune.
Fra il 14 ottobre 1529 al 25 aprile 1530 il commissario fiorentino
Francesco Ferrucci vi tenne il proprio quartier generale contro
le truppe imperiali spagnole alleate a Papa Clemente XII (vedi sopra,
Storia).
Il Palazzo pretorio è oggi utilizzato per usi collettivi,
ed ospita un auditorium dedicato a Ferruccio Busoni.
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| .: Collegiata di S. Andrea |
| Una plebe di S. Andrea doveva essere
già eretta nel secolo V e sembra fosse citata in un documento
dell'anno 840, ormai perduto. È comunque citata in una
bolla del papa Niccolò II del 1059, che attribuì
al pievano ed al capitolo della Collegiata di Empoli i tributi
e le rendite del contado, sottraendolo alla giurisdizione secolare
dei conti Guidi e Alberti. Fu ricostruita nell'XI secolo sotto
la direzione del Pievano Rolando: e del 1093 è
l'iscrizione sull'architrave che ne documenta la costruzione.
Più tardi, probabilmente alla metà del XII secolo,
la facciata fu decorata in marmo bicromo, in quell'aristocratico
stile romanico fiorentino che solo pochi anni prima aveva ispirato
la Chiesa di San Miniato al Monte di Firenze, con la quale esistono
evidenti somiglianze nella struttura, a cinque archi a tutto sesto,
e nella decorazione a tarsie di marmo bianco (di Carrara) e verde
(di Prato).
Già a quel tempo infatti, Empoli risentiva dell'influenza
di Firenze e anzi ne rappresentava l'ultima propaggine ad occidente,
in un periodo in cui la potenza di Pisa stava per raggiungere
il suo apice. 
L'originaria struttura romanica della facciata è ben riprodotta
negli stemmi del tempo ed oggi è riportato nello stemma
comunale, ma non è più visibile oggi: infatti tutta
la chiesa subì pesanti e discutibili interventi iniziati
nel 1735 sotto la direzione dell'architetto Ferdinando Ruggeri.
La facciata fu portata alla sua attuale forma quadrata, fu perduta
anche l'originaria geometria delle tre navate interne e il tetto
fu sostituito e sopraelevato.
La Collegiata conserva al suo interno opere d'arte notevoli
fra cui si segnala, sull'altar maggiore (1785) di Zanobi del Rosso,
il trittico di Lorenzo di Bicci raffigurante la Madonna in
trono fra i Santi Martino, Andrea, Agata e Giovanni Battista.
La facciata della Collegiata
di S. Andrea e la fontana del
Pampaloni - Empoli, piazza
Farinata degli Uberti |
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